IKEBANA

Ikebana e nuove idee

Parlano tutti male del lunedì eppure a me piace, come tutti i nuovi inizi. Per questo ho deciso di incominciare la settimana con una nuova rubrica dedicata a spunti e idee per nutrire la creatività. Oggi ti racconto qualcosa dell’Ikebana, antica arte giapponese di disposizione dei fiori recisi.

La traduzione della parola è “fiori viventi”: l’Ikebana dà nuova vita a rami recisi magari a causa di un forte temporale.

Sebbene la composizione floreale risulti curata nei minimi dettagli non c’è simmetria, ma ad aguzzare lo sguardo si nota una struttura tripartita: un ramo più lungo rappresenta il cielo, uno intermedio l’uomo, ed uno più corto la terra. L’asimmetria permette di non annoiarsi, mentre la struttura ternaria dona armonia all’irregolarità che si trasforma in bellezza grazie alla maestria dell’artista.

La dualità di opposti e la loro ricomposizione in un tutto armonico è rappresentata dall’Ikebana non solo nella contrapposizione tra struttura e irregolarità, ma anche dalla compresenza per esempio di effimero e permanente. Gli opposti si valorizzano vicendevolmente.

Può capitare che l’artista debba regolare o tagliare i rami a sua disposizione perché si adattino al componimento. Creare è una scelta, per creare bisogna sapere eliminare. Spesso è proprio l’esistenza di limiti a stimolare maggiormente il processo creativo e bisogna imparare a rinunciare anche ad elementi che ci entusiasmano se non si adattano all’insieme.

Ma come mi è saltato in mente di parlare di Ikebana? L’idea mi è venuta da un incontro organizzato da Terziario Donna di Confcommercio a cui ho partecipato qualche tempo fa.

Ciò che conosciamo plasma la nostra percezione delle cose e il modo con cui ci relazioniamo con il mondo. Per questo aprire gli occhi su qualcosa di nuovo e inaspettato consente di scoprire nuove strade e di nutrire la creatività.

Se vuoi sviluppare nuove idee e allenare la tua creatività scrivimi a Francesca@ciunilini.com